









Non piove ed è già una notizia. Fa un freddo cane, ma a quello si può ovviare, alla pioggia no. Rimane un vento da tirar via l'anima dal corpo. Grazie ai primi raggi del sole siamo partiti alla volta della Camargue e del suo parco ornitologico indicatoci da amici ornitofili :D
Prima tappa al museo della Camargue per scoprire la sua storia ed i suoi mestieri. Vino, riso, sale e tante zanzare nel passato e nel futuro di questa terra che attraversandola ci ha fatto sentire un po' a casa dopo tanti chilometri di paesaggi che con il nostro avevano davvero poco a che fare.
Lungo la strada per il parco cavalli in semilibertà ed i tori che sono sia belli che buoni, qui li chiamano Toreau e li cuciono in una salsina che mi fa impazzire!
Siamo arrivati dentro il parco ornitologico di Pont de Gau (cliccate sul link e fateci un giro) con i primi raggi del sole che filtravano dalle nuvole ancora plumbee. Il parco ci ha accolti con stormi di Fenicotteri che 'pascolavano' tranquilli con noi a pochi metri di distanza. Facevano le loro cose come se non esistessimo, e non sono stati gli unici. Qui per caso ho assistito ad una scena impossibile in natura, almeno credo. Un tranquillo fenicottero stava atterrando vicino ad un branco quando un'oca stizzita forse per aver invaso il suo territorio lo ha attaccato con violenza dando il via ad una baruffa durata diversi minuti e conclusasi con il fenicottero ferito e quasi morente. Non avrei mai pensato che un oca potesse tanto. Poi aironi, garzette ed enormi topi che si sono lasciati fotografare manco fossero dei fotomodelli.
Dopo un lunghissima passeggiata nel parco lunga circa 7 chilometri ci siamo diretti verso Saintes Marie de la Mer dove si trova la chiesa che accoglie le reliquie della santa protettrice dei Gitani (che appena giunto mi hanno estorto 4 euro per una medaglietta con la loro santa). Una chiesa davvero strana visto che è stata fortificata con tanti di torretta e camminamento sul tetto (che abbiamo percorso, vedere le foto) per difendersi dagli attacchi provenienti dal mare.
Splendido il simbolo del luogo, una croce, un cuore ed un'ancora che simboleggiano la fede, l'ancora di marina, la speranza, il cuore, la carità, i tre tridenti (arnese che i mandriani usano per controllare i tori che allevano) e i mandriani. Davvero affascinante.
Cena da una rosticcieria camargese sul sagrato della chiesa con riso condito con pesce ed insalata di mare, il tutto accompagnato da una bottigiletta di buon vino rosso locale.
Prima tappa al museo della Camargue per scoprire la sua storia ed i suoi mestieri. Vino, riso, sale e tante zanzare nel passato e nel futuro di questa terra che attraversandola ci ha fatto sentire un po' a casa dopo tanti chilometri di paesaggi che con il nostro avevano davvero poco a che fare.
Lungo la strada per il parco cavalli in semilibertà ed i tori che sono sia belli che buoni, qui li chiamano Toreau e li cuciono in una salsina che mi fa impazzire!
Siamo arrivati dentro il parco ornitologico di Pont de Gau (cliccate sul link e fateci un giro) con i primi raggi del sole che filtravano dalle nuvole ancora plumbee. Il parco ci ha accolti con stormi di Fenicotteri che 'pascolavano' tranquilli con noi a pochi metri di distanza. Facevano le loro cose come se non esistessimo, e non sono stati gli unici. Qui per caso ho assistito ad una scena impossibile in natura, almeno credo. Un tranquillo fenicottero stava atterrando vicino ad un branco quando un'oca stizzita forse per aver invaso il suo territorio lo ha attaccato con violenza dando il via ad una baruffa durata diversi minuti e conclusasi con il fenicottero ferito e quasi morente. Non avrei mai pensato che un oca potesse tanto. Poi aironi, garzette ed enormi topi che si sono lasciati fotografare manco fossero dei fotomodelli.
Dopo un lunghissima passeggiata nel parco lunga circa 7 chilometri ci siamo diretti verso Saintes Marie de la Mer dove si trova la chiesa che accoglie le reliquie della santa protettrice dei Gitani (che appena giunto mi hanno estorto 4 euro per una medaglietta con la loro santa). Una chiesa davvero strana visto che è stata fortificata con tanti di torretta e camminamento sul tetto (che abbiamo percorso, vedere le foto) per difendersi dagli attacchi provenienti dal mare.
Splendido il simbolo del luogo, una croce, un cuore ed un'ancora che simboleggiano la fede, l'ancora di marina, la speranza, il cuore, la carità, i tre tridenti (arnese che i mandriani usano per controllare i tori che allevano) e i mandriani. Davvero affascinante.
Cena da una rosticcieria camargese sul sagrato della chiesa con riso condito con pesce ed insalata di mare, il tutto accompagnato da una bottigiletta di buon vino rosso locale.
Non saaevo che, così come scrivi:"i tori li cuciono in salsine..." che cucissero i tori dentro le salsine.... Cosa non darei per essere lì con voi....ma il prossimo viaggio...non appena parti...senza farmi vedere...ti vengo dietro...!!!!!!!!Pino qui di fianco se la ride alle mie parole scritte sopra!!!!
RispondiEliminaSpero che tu abbia trovato i motivi per muoverti un po' di più in futuro per esplorare questo fantastico mondo che ha miniere di energia, amore, passione da offrirci.
Pino mi dice di scrivere:
"CONTINUA, LA VITA NON FINISCE DI STUPIRE!!!!!!"
bUONA notte amore nostro caro...baci al tuo fiore.
Mà e Pà
NON E' UN TOPO MA UNA NUTRIA O BESTIA PELOSA DEL GENERE....
RispondiEliminaConcordo sulla bestia pelosa,la quale dovrebbe essere una nutria! Bellissime le foto,rendono perfettamente l'atmosfera che immagino si viva in Camargue. Vedo mia figlia molto contenta e questo mi fa piacere. Vi auguro di poter finire il viaggio in ....slip e reggiseno ( nel senso della temperatura e del clima !!).
RispondiEliminaOK ragazzi continuate così,ci state entusiasmando. BACI BACI BACI