












Pazza mattinata quella di oggi. Colazione in piazza a Cadaqués e poi alla volta della casa museo di Salvator Dalì. Sapevamo che li avremmo trovato grande fila, le due ore prospettateci (si entra in gruppi da dieci ogni tot minuti, qui sono organizzati come non mai) erano troppe per fare tutto quello che volevamo fare. Due foto all'esterno della casa e poi via, siamo andati dritti verso il Cap de Creus ed il suo faro che si trova in una riserva naturale. Il panorama era davvero mozzafiato ed ogni curva offriva un panorama talvolta lunare, talvolta immaginifico sia verso la Spagna che verso la Francia che verso voialtri che siete al di là del mare. La flora era davvero incredibile, essendo sempre battuta da un vento fortissimo cresce bassa bassa, così per il ginepro (alto non più di 10 cm e largo più di due metri) ed anche per la lavanda che orizzontale fa' davvero una strana figura.
Giunti al faro in cima al Cap siamo ripartiti alla volta di Figueres, città natale di Dalì dove si trova il suo Teatro Museo. Si tratta del museo della città che rimase semi distrutto a causa della guerra e lui decise di farci il suo museo. In realtà si tratta di un'unica immensa opera surrealistain cui la gente può camminare e vedere altre centinaia di opere sue e della sua collezione privata. Tutto qui è un'opera, quindi spiegarlo è davvero complicatissimo. E' un'esperienza che vale davvero quello che costa, e costa davvero caro rispetto agli altri musei di qui.
Dopo un panino siamo ripartiti alla volta di Barcellona. Un'ora di viaggio per entrare in una delle più caotiche città che abbia mai visto (anche se io di città in auto ne ho girate davvero poche). Il parcheggio qui è una chimera e costa quanto dormire. Il traffico è incredibile, per fare un paio di chilometri che separavano l'albergo dalla tangenziale ci abbiamo messo un'eternità. La vista dall'albergo, che in realtà è un mini appartamento, è ovviamente un cesso, ma questo è normale in questa città. L'appartamento pare tranquillissimo per essere immerso in una delle vie più caotiche della città.
Appena fermata l'auto davanti alla porta dell'albergo per scaricare i bagagli è iniziato l'acquazzone.
P.s.
Giunti al faro in cima al Cap siamo ripartiti alla volta di Figueres, città natale di Dalì dove si trova il suo Teatro Museo. Si tratta del museo della città che rimase semi distrutto a causa della guerra e lui decise di farci il suo museo. In realtà si tratta di un'unica immensa opera surrealistain cui la gente può camminare e vedere altre centinaia di opere sue e della sua collezione privata. Tutto qui è un'opera, quindi spiegarlo è davvero complicatissimo. E' un'esperienza che vale davvero quello che costa, e costa davvero caro rispetto agli altri musei di qui.
Dopo un panino siamo ripartiti alla volta di Barcellona. Un'ora di viaggio per entrare in una delle più caotiche città che abbia mai visto (anche se io di città in auto ne ho girate davvero poche). Il parcheggio qui è una chimera e costa quanto dormire. Il traffico è incredibile, per fare un paio di chilometri che separavano l'albergo dalla tangenziale ci abbiamo messo un'eternità. La vista dall'albergo, che in realtà è un mini appartamento, è ovviamente un cesso, ma questo è normale in questa città. L'appartamento pare tranquillissimo per essere immerso in una delle vie più caotiche della città.
Appena fermata l'auto davanti alla porta dell'albergo per scaricare i bagagli è iniziato l'acquazzone.
P.s.
- Maggy è molto contenta perché ora ha un tavolino tutto suo dove fare i conti
- Maggy è molto contenta perché qui ha la televisione con cui può vedere la televisione italiana (solo Rai 1 però)
- il temporale durante lo scaricamento dei bagagli ci aveva già colpito ad Elne, siamo abbonati ormai.
- Letti separati.... qui si fa' solo così. Domani mattina ce li uniscono. Almeno è tornato il bidè in bagno dopo tanta Francia!
- A forza di camminare i miei piedi sono andati a male, scarpe confinate all'esterno della stanza.
- Lavati calzini.
- Bisogna ringraziare il signore che parcheggiando nel miniposteggio di questo albergo il proprio suvvone ha bruciato la frizione perché non ci entrava lasciandomi il suo posto che viene via a 10 euro al giorno contro i 30 del parcheggio qui accanto. Yeah!
Extrameravigliosissimevolmente Tutto.
RispondiEliminaRipercorrerei le vostre orme.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaHo eliminato il post precedente per gli errori che erano sfuggiti.
RispondiEliminaDimenticavo:Tiziano sei una bella penna. Il mestiere di giornalista e fotografo che avevi intrapreso era quello giusto. Non è da tutti fare cronache di viaggio interessanti, divertenti! Per quanto mi riguarda non mi piace per niente scrivere cronache, mentre invece Pino era dettagliatissimo. Spero che un giorno tu legga il suo epistolario per tanti motivi, fra i tanti uno: descrizione dettagliata di giorni sempre diversi anche se in un contesto apparentemente con diversivi banali. L'esperienza in caserma di tuo padre è stato un vero e proprio viaggio.
Sei proprio figlio di tuo padre. Vivi il mondo con i suoi occhi d'un tempo.
Arta e suo figlio Darian leggono ogni giorno i post e mi chiedono una foto con soggetto: Tiziano in bella posa.
Margherita sono davvero contenta che abbiate deciso di fare questo viaggio. Ve lo meritavate già da tempo.
Al prossimo viaggio!