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venerdì 7 maggio 2010

6° giorno: SOLE!












Fuori c'è un bel sole! Anche oggi si prospetta una grande giornata in Camargue!
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Oggi tanto sole e gote e nasi bruciati. Fa un freddo cane ma il sole non ci ha graziati. Cielo azzurro che secondo le previsioni ci lascerà già domani per nuvoloni e temporali che accoglieremo molto probabilmente raggiungendo Avignone.
Stasera siamo davvero cotti, ci siamo fatti la Camargue in automobile da una parte all'altra, sono circa 70 chilometri di strade stile statunitense, larghissime e senza anima viva (solo qualche megaponga morta stirata). Prima tappa verso Saline de Girau che si trova all'estremo est del parco con le sue saline (appunto) rosate con il paesaggio che da ettari incolti si trasformava prima in piantagioni di riso, poi di vite (stranissime le viti qui, non sono più alte di 70 cm) per finire nelle saline rosate tipiche del luogo.
Poi abbiamo invertito la rotta verso Aigues-Mortes, all'estremo ovest e già in Linguadoca e Rossiglione, una splendida cittadina fondata da Luigi IX per avere un porto sul Mediterraneo da dove partire per le Crociate (due ne fece prima di lasciarci le penne e diventare santo). Accanto alla porta principale del paese svetta il faro inglobato in una enorme struttura (vedere le foto), si tratta dell'unica parte ancora esistente dell'originario castello di San Luigi, il resto delle imponenti mura (ben 6 metri di larghezza, ricorda molto il castello di Aleppo) sono state costruite successivamente. All'interno della torre/fortezza/faro che si compone di un'unica vastissima sala circolare divisa in tre piani ci sono ancora il caminetto, il forno, il montacarichi per le vivande e il cesso (che se non sbaglio è all'ultimo piano). Alcune parti delle mura e soprattutto dei tanti bastioni della città portano ancora i segni dei colpi d'arma da fuoco che Cattolici e Protestanti si sono amichevolmente scambiati qualche secolo dopo la loro fondazione. La chiesa con le reliquie del santo (ma qui gira tutto attorno a lui) è stata costruita allo stesso granitico modo.
Cena nel vicino paese di Le Gru du Roi lungo il canale che porta al mare con tanto di tramonto.
Anche oggi lungo la strada fenicotteri, cavalli, toponi giganti, gabbiani, aironi, maggy che asciuga le scarpe col phon, maggy che mi fa' le facce intelligenti e maggy che legge la storia del luogo sulle mura di cinta sedendosi sul quello che per circa 800 anni veniva uttlizzato come cesso.