






Oggi tappa ad Avignone con il suo mitico ponte di cui ho sentito parlare e soprattutto cantare, ma anche con il suo Palazzo dei Papi che mi ha fatto sudare sui banchi di scuola e di università. Questa città comincia a perdere i tipici valori costruttivi della Provenza vera e propria ed inizia a risentire di quella architettura super pomposa tipica della Francia centrale che non amo per niente. Ad accompagnarci una pioggerella costante che nel primo pomeriggio è diventata grossa e pesante che ci ha fatti chiudere subito nel palazzo dei papi.
Questo palazzo è una vastissima residenza che i Papi occuparono a partire dal 1309 e per più di un secolo e che costruirono nel tempo facendolo diventare una maestosa residenza che oggi è di fredda pietra. Stranamente il palazzo è stato distrutto da vari incendi e la Rivoluzione lo ha spogliato dei suoi ornamenti ed arredi. Poi nell'800 ci si insediò una caserma che di fatto distrusse gran parte degli affreschi che ornavano le decine sale che compongono questo dedalo di stanze costruite le une sulle altre con tanto di due chiese (la grande cappella e la sala delle udienze) costruite sulla stessa pianta una sull'altra. Qui dev'esserci stato un fasto davvero incredibile, ricordo ancora la favolosa audioguida che ci raccontava delle 40.000 uova acquistate per far festa a palazzo.
A questo punto con la pioggia battente abbiamo visitato il Pont Beziers, meglio conosciuto come Pont d'Avignon. Qui Beziers, giovane pastore, disse di aver sentito Dio ordinargli di costruire un ponte che le mille vicissitudini hanno portato a non essere terminato. Deriso quando lo comunicò al Papa, la leggenda narra che quest'ultimo gli disse che se il suo ordine fosse stato realmente divino sarebbe riuscito a spostare un enorme masso nelle vicinanze, masso che riuscì a spostare e che dette inizio alle mille vicende di questo ponte. Gli addetti incaricati di costruire il ponte nel medioevo scoprono che esisteva già prima, trovarono infatti fondamenta di legno che copiarono. Ma il ponte era sul Rodano, fiume impetuoso che se lo portò via più volte. Poi fu la volta delle guerre e poi ancora delle piene. Sta di fatto che oggi ne rimane solo metà dove si possono vedere ancora due cappelle costruite l'una sull'altra (come nel palazzo dei Papi) dove i monaci usavano chiedere il pedaggio. Finalmente Maggy non sentirà più ronzare nelle sue orecchie la melodia della canzoncina per bimbi sul ponte che canticchio da quando siamo partiti conoscendone solo le prime cinque parole.
Tappa mordi e fuggi al Museo Angladon con opere di Modigliani, Degas (studi sulle ballerine), Manet, Cézanne e l'unico Van Gogh presente in tutta la Provenza, luogo dove ha dipinto alcuni dei suoi capolavori.
L'acqua battente ci ha poi fatti tornare sui nostri passi verso Arles e verso l'Abbazia di Montmajor (che era chiusa), immensa abbazia che fu utilizzata guarda caso come cava di pietra nei secoli passati. Rigirando tra i colli di Arles abbiamo trovato i resti romani di un acquedotto con una splendida vista sulla valle retrostante.
Scoperta oggi la prima buona cosa dei francesi in automobile, se sei pedone gli automobilisti si fermano sempre per farti passare.
Questo palazzo è una vastissima residenza che i Papi occuparono a partire dal 1309 e per più di un secolo e che costruirono nel tempo facendolo diventare una maestosa residenza che oggi è di fredda pietra. Stranamente il palazzo è stato distrutto da vari incendi e la Rivoluzione lo ha spogliato dei suoi ornamenti ed arredi. Poi nell'800 ci si insediò una caserma che di fatto distrusse gran parte degli affreschi che ornavano le decine sale che compongono questo dedalo di stanze costruite le une sulle altre con tanto di due chiese (la grande cappella e la sala delle udienze) costruite sulla stessa pianta una sull'altra. Qui dev'esserci stato un fasto davvero incredibile, ricordo ancora la favolosa audioguida che ci raccontava delle 40.000 uova acquistate per far festa a palazzo.
A questo punto con la pioggia battente abbiamo visitato il Pont Beziers, meglio conosciuto come Pont d'Avignon. Qui Beziers, giovane pastore, disse di aver sentito Dio ordinargli di costruire un ponte che le mille vicissitudini hanno portato a non essere terminato. Deriso quando lo comunicò al Papa, la leggenda narra che quest'ultimo gli disse che se il suo ordine fosse stato realmente divino sarebbe riuscito a spostare un enorme masso nelle vicinanze, masso che riuscì a spostare e che dette inizio alle mille vicende di questo ponte. Gli addetti incaricati di costruire il ponte nel medioevo scoprono che esisteva già prima, trovarono infatti fondamenta di legno che copiarono. Ma il ponte era sul Rodano, fiume impetuoso che se lo portò via più volte. Poi fu la volta delle guerre e poi ancora delle piene. Sta di fatto che oggi ne rimane solo metà dove si possono vedere ancora due cappelle costruite l'una sull'altra (come nel palazzo dei Papi) dove i monaci usavano chiedere il pedaggio. Finalmente Maggy non sentirà più ronzare nelle sue orecchie la melodia della canzoncina per bimbi sul ponte che canticchio da quando siamo partiti conoscendone solo le prime cinque parole.
Tappa mordi e fuggi al Museo Angladon con opere di Modigliani, Degas (studi sulle ballerine), Manet, Cézanne e l'unico Van Gogh presente in tutta la Provenza, luogo dove ha dipinto alcuni dei suoi capolavori.
L'acqua battente ci ha poi fatti tornare sui nostri passi verso Arles e verso l'Abbazia di Montmajor (che era chiusa), immensa abbazia che fu utilizzata guarda caso come cava di pietra nei secoli passati. Rigirando tra i colli di Arles abbiamo trovato i resti romani di un acquedotto con una splendida vista sulla valle retrostante.
Scoperta oggi la prima buona cosa dei francesi in automobile, se sei pedone gli automobilisti si fermano sempre per farti passare.
Salvati dai Papi! Non ci dite nulla della cena.
RispondiEliminaLa Francia ha centinaia i ponti e per ognuno una leggenda. Verificare per credere!
Sole e pioggia con nuvoloni galoppanti si alternano.
Ragazzi buonasera,siamo qui io e Valentina che guardiamo il blog, come sempre molto interessante.Detto fra noi,ci piacerebbe anche un po' di gossip,qualche foto un po'spinta,magari di qualche bellezza locale,oppure qualcosa di provocante!!! Noi non abbiamo novità,la vita scorre sempre uguale,per fortuna ci siete voi che ci fate sognare.
RispondiEliminaVi salutiamo per immergerci nelle inchieste di "Report" su rai 3!
Buona notte,baci e abbracci da Bruno e Vale.