












Giornata delirante oggi, l'ultima in questa splendida e assolata città. Dai tetti della Casa Battlò e la Pedreira al Barça che vince il campionato spagnolo con relativo intasamento della metro.
Sotto il sole, ma un'aria che pelava, ci siamo diretti verso la Pedreira, meglio conosciuta come Casa Milà. Questa casa commissionatagli appunto dal signor Milà non fu mai terminata, sembra infatti che Gaudì ebbe da ridere con la moglie di Milà (colei che deteneva il patrimonio e che finanziava tutte le voglie del marito) perché lui avrebbe voluto piazzare una madonna in cima alla sua casa, cosa che alla mogli del Milà non andò giù. Così le magnifiche sculture che si trovano sul tetto e che hanno ispirato ormai generazioni di architetti e disegnatori sono quasi tutte prive dei tipici ornamenti gaudiani, cocci e vetri colorati. Le forme delle case sono davvero avveneristiche e favoleggianti, meglio lasciar parlare le immagini.
Stesso discorso per la casa Battlò che io in passato non avevo visto al suo interno. Di proprietà del signor "Chupa Chups" che la ha praticamente aperta al pubblico per la maggior parte io e Maggy abbiamo potuto fare un'esperienza magnifica. Le linee di questa casa, ogni piccolo angolo è pensato attentamente ed a lungo, così come il suo mobilio. Cornici delle porte, porte stesse, niente è sostituibile in questa struttura che è davvero unica al mondo e che fa davvero capire che tipo fosse Gaudì. Un'atmosfera misteriosa e intrigante ci ha accompagnati lungo tutta la visita che ci ha portati sul tetto dal primo piano 'nobile', scala che si inerpica attorno ad un grande pozzo di luce centrale ricoperto da mattonelle azzurre. Al suo interno sembra una sorta di enorme nautilus che solca il mare, effettivamente qui molto è legato al mare, le forme geometriche in primis.
Oggi per mangiare abbiamo speso un terzo di quello che abbiamo speso per visitare le due case di Gaudì, fate vobis!
Comunque. Pausa in baretto per scolarci una sangria, poi un giro per vedere che Barcellona ha davvero il mare, cosa che alle volte potrebbe anche non sembrare. Giro verso Santa Maria del Mare per farle un saluto e poi verso la Rambla per vedere un po' di fauna umana al termine della partita che ha consacrato la squadra del luogo campione di Spagna sulla diretta rivale non solo calcisticamente parlando, ma anche storico-politicamente: il Real Madrid.
Una Plaza Catalunya in delirio salutava la sua squadra mentre noi ci siamo diretti verso la Sagrada Familia per vederla illuminata di notte e per salutarla.
Al ritorno un vero suicidio riprendere la metro con alcune fermate che erano state chiuse.
Cena in un fast-food paninaro causa pipì troppo pressante dei due vacanzieri.
E domani si riparte per Sant Paul per vedere la Fondazione Maeght che all'andata era chiusa.!
P.s.
Non riesco a capacitarmi del fatto che Maggy non abbia scelto il linguistico al posto della carriera agraria. Quando legge le lingue straniere mi fa spisciare dal ridere con la sua pronuncia tutta sua che è impossibile da spiegare se non la si ascolta dal vivo.
....Maggy qui dietro mi chiede di aiutarla a compilare un questionario e mi dice: "Au du iù cnov apartotel bonanova?", poi "If iù ev iused sam of ze follouing zings, plis qualifai zem."
Sotto il sole, ma un'aria che pelava, ci siamo diretti verso la Pedreira, meglio conosciuta come Casa Milà. Questa casa commissionatagli appunto dal signor Milà non fu mai terminata, sembra infatti che Gaudì ebbe da ridere con la moglie di Milà (colei che deteneva il patrimonio e che finanziava tutte le voglie del marito) perché lui avrebbe voluto piazzare una madonna in cima alla sua casa, cosa che alla mogli del Milà non andò giù. Così le magnifiche sculture che si trovano sul tetto e che hanno ispirato ormai generazioni di architetti e disegnatori sono quasi tutte prive dei tipici ornamenti gaudiani, cocci e vetri colorati. Le forme delle case sono davvero avveneristiche e favoleggianti, meglio lasciar parlare le immagini.
Stesso discorso per la casa Battlò che io in passato non avevo visto al suo interno. Di proprietà del signor "Chupa Chups" che la ha praticamente aperta al pubblico per la maggior parte io e Maggy abbiamo potuto fare un'esperienza magnifica. Le linee di questa casa, ogni piccolo angolo è pensato attentamente ed a lungo, così come il suo mobilio. Cornici delle porte, porte stesse, niente è sostituibile in questa struttura che è davvero unica al mondo e che fa davvero capire che tipo fosse Gaudì. Un'atmosfera misteriosa e intrigante ci ha accompagnati lungo tutta la visita che ci ha portati sul tetto dal primo piano 'nobile', scala che si inerpica attorno ad un grande pozzo di luce centrale ricoperto da mattonelle azzurre. Al suo interno sembra una sorta di enorme nautilus che solca il mare, effettivamente qui molto è legato al mare, le forme geometriche in primis.
Oggi per mangiare abbiamo speso un terzo di quello che abbiamo speso per visitare le due case di Gaudì, fate vobis!
Comunque. Pausa in baretto per scolarci una sangria, poi un giro per vedere che Barcellona ha davvero il mare, cosa che alle volte potrebbe anche non sembrare. Giro verso Santa Maria del Mare per farle un saluto e poi verso la Rambla per vedere un po' di fauna umana al termine della partita che ha consacrato la squadra del luogo campione di Spagna sulla diretta rivale non solo calcisticamente parlando, ma anche storico-politicamente: il Real Madrid.
Una Plaza Catalunya in delirio salutava la sua squadra mentre noi ci siamo diretti verso la Sagrada Familia per vederla illuminata di notte e per salutarla.
Al ritorno un vero suicidio riprendere la metro con alcune fermate che erano state chiuse.
Cena in un fast-food paninaro causa pipì troppo pressante dei due vacanzieri.
E domani si riparte per Sant Paul per vedere la Fondazione Maeght che all'andata era chiusa.!
P.s.
Non riesco a capacitarmi del fatto che Maggy non abbia scelto il linguistico al posto della carriera agraria. Quando legge le lingue straniere mi fa spisciare dal ridere con la sua pronuncia tutta sua che è impossibile da spiegare se non la si ascolta dal vivo.
....Maggy qui dietro mi chiede di aiutarla a compilare un questionario e mi dice: "Au du iù cnov apartotel bonanova?", poi "If iù ev iused sam of ze follouing zings, plis qualifai zem."
Tiziano è colpa mia!! Lei voleva iscriversi al linguistico,ma ho insistito perchè rinunciasse (ed ho fatto bene!).Comunque il suo forte è il francese,peccato che lì non lo capiscano (??).
RispondiEliminaBellissima la Sagrada Familia di notte,peccato per le gru in prospettiva.Gaudì,non forse,sicuramente era suonato!? Come quasi tutti gli artisti! In gamba ragazzi.Attendiamo altre delizie.
Vi abbraccio.